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FOUND OBJECT by Franco Bellucci

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Seven years old Franco Bellucci suffers a severe brain lesion and is confined to the psychiatric hospital of Volterra.
He never speaks again. In 1999, he lives in the open rooms of the Basaglia center in Livorno. Gifted with exceptional strength – he reportedly pulled out the radiators and the water taps from the walls of his room in Volterra -, … He progressively tries out new materials.

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Franco Bellucci, dall’età di sette anni, soffre di una grave lesione cerebrale: ricoverato nell’ospedale psichiatrico di Volterra, vi resterà fino al 1999, quando viene accolto nel Centro Basaglia di Livorno.
Franco Bellucci non parla, ma intrattiene con le cose una relazione profonda, che lo porta ad impossessarsi di oggetti apparentemente banali e a sottometterli ad un processo di trasformazione, al termine del quale assumono una nuova e più complessa identità. Bellucci li assembla annodandoli insieme, fino ad ottenere surreali ready made. Nelle sculture in cui impiega giocattoli di bambini, l’innocenza si carica di violenza generando stupore, sconcerto, e humor nero.

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The creations of Franco Bellucci exhibit a vital need to dismantle and rebuild the world, and unstoppable desire to touch and modify reality, a complex tactile langage. While altering the gifts from his father, or dismanting and connecting the most unrelated objects, he continually provides himself with his creations, always mobile, following the example of puppets. His favorite game consists in binding objects one another, experimenting, feeling new materials and relationships. Although the imbroglios of knots and the many connections he makes should suggest brute force, one can be surprised at noticing how the author operates patiently and unhurriedly, gently breathing.
Franco Bellucci is the author of an appealing universe – made of sentimental objects with astonishing forms – susceptible to engage each one of us.

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Le sculture di Franco Bellucci nascono dalla rottura del corpo dei suoi oggetti che poi riassembla legando le singole parti tra sé. La frammentazione dell’oggetto non avviene per un atto di aggressività, ma per una decostruzione che vuole scoprire e prendere possesso della materia attraverso lo sguardo, il rumore, il tatto e il sapore. Quest’artista irregolare esplora il corpus della cosa non per conoscerlo nella sua funzionalità, ma nelle sue possibilità di trasformazione, perché attraverso l’oggetto possa diventare lui stesso un Soggetto. Si tratta di giocattoli con cui non si gioca più, ma che trasmettono le emozioni e i vissuti che si incontrano in un gioco: una fantasia, una vita immaginaria, una paura affidata alla creatività e un dolore da disperdere.franco_bellucci_artbrut

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http://www.atelierblucammello.org/artisti/franco-bellucci/