PLASTIC by Romuald Hazoumè

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Romuald Hazoumé‘s work is humorous, playful and political. He produces sculpture, painting and photography but is best known for his ‘masks’ — an ongoing series commenced in the mid 1980s, in which he modifies discarded plastic jerry cans and other materials to take on the appearance of faces. As the artist’s photographs attest, these jerry cans are ubiquitous in Benin: they are often used to carry rice to the Nigerian border, which is then traded for black-market petrol.

ll lavoro di Romuald Hazoumé è divertente, giocoso e politico. Produce scultura, pittura e fotografia, ma è meglio conosciuto per le sue ‘maschere’ – una serie iniziata a metà degli anni 1980, in cui si modificano taniche di plastica di scarto e altri materiali che assumono l’aspetto di volti particolari. Come le fotografie dell’artista attestano, queste taniche sono onnipresenti in Benin: essi sono spesso utilizzati per trasportare il riso al confine con la Nigeria, che viene poi scambiato per la benzina al mercato nero.

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In an historical context, Hazoumé’s masks can be understood in relation to traditional Yoruba masks traditionally made for religious purposes. Following European contact, masks became a sought-after commodity and were highly valued by collectors in Europe. In the early twentieth century, they were recognised as having had a major influence on the formal innovations made by the European avant-garde.

In un contesto storico, le maschere di Hazoumé possono essere comprese in relazione alle maschere tradizionali yoruba tradizionalmente realizzate per scopi religiosi. A seguito del contatto europeo, le maschere sono diventati prodotti molto richiesti e sono stati molto apprezzate dai collezionisti di tutta Europa. Le stesse maschere, all’inizio del XX secolo, hanno avuto una grande influenza sulle innovazioni delle avanguardie europee.

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In explaining these works, Hazoumè has said: “I send back to the West that which belongs to them, that is to say, the refuse of consumer society that invades us every day.”

Nello spiegare queste opere, Hazoumè ha dichiarato: “Rimando in Occidente ciò che appartiene a loro, vale a dire, il rifiuto della società dei consumi che ci invade ogni giorno”.

 

http://www.caacart.com/html/Romuald-Hazoume-african-art.html